L'orto botanico di Pamplemousses a Mauritius 23 dicembre 2019


Sir Seewoosagur Ramgoolam Botanic Garden

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L'orto botanico di Pamplemousses a Mauritius

Nella cittadina di Pamplemousses, a breve distanza dalla capitale di Mauritius, il giardino tropicale intitolato a Sir Seewoosagur Ramgoolam – padre dell'indipendenza nazionale e storico primo ministro – è una tappa da non perdere.

 

Tempo di lettura: 5 minuti

 

L'entroterra di Mauritius custodisce uno dei più antichi e ricchi giardini dell'emisfero australe. Progettato nel XVIII secolo e situato nel nord del Paese a 12 chilometri da Port Louis, l'orto botanico di Pamplemousses occupa attualmente un'area di oltre 30 ettari, ricoperta da una vasta collezione di stupefacenti piante autoctone ed esotiche.

 

Questo gioiellino verde nasce nella prima metà del Settecento – quando Mauritius è amministrata dalla Compagnia francese delle Indie orientali e porta il nome di Isle de France – e all'epoca consiste in un appezzamento coltivato a frutta e verdura che serve Mon Plaisir, ovvero la residenza del governatore Bertrand-François Mahé de La Bourdonnais, e rifornisce le navi in rotta verso le Indie. Ma è grazie a Pierre Poivre, intendente dell'isola dal 1767, che il giardino inizia a prendere la sua forma attuale.

 

Poivre prima subentra nel controllo di Mon Plaisir e successivamente acquista per sé la proprietà, iniziando al suo interno un paziente lavoro di raccolta: mette a dimora numerose specie vegetali, sia indigene che provenienti da tutto il mondo tropicale. Jean-Nicolas Céré continua la sua opera, che subisce una battuta d'arresto nei primi decenni dell'Ottocento, allorché Mauritius passa nelle mani inglesi, ma ritrova infine vigore dal 1849, anno in cui James Duncan assume la direzione del parco.

 

Oggi l'orto botanico di Pamplemousses è intitolato a Sir Seewoosagur Ramgoolam, padre dell'indipendenza mauriziana e primo ministro dal 1968 al 1982, ed è una tappa irrinunciabile se si viaggia a Mauritius. Impressionanti sono in particolare le Victoria amazonica – ninfee giganti originare dell'America meridionale – che galleggiano sui numerosi specchi d'acqua del giardino: le foglie possono raggiungere i tre metri di diametro e i fiori sbocciano bianchi per poi assumere, dalla seconda notte di vita, una colorazione rosa. Da non perdere anche i bacini con i fiori di loto asiatici (Nelumbo nucifera).

 

La famiglia più numerosa è quella delle palme: il parco accoglie un'ottantina di specie, tra cui la Corypha umbraculifera, singolare perché produce la più grande infiorescenza ramificata del mondo: fiorisce una sola volta nel corso della sua esistenza e subito dopo muore.
In generale, tutte le piante presenti nell'orto botanico di Pamplemousses sono spettacolari – sia quelle acquatiche che terrestri – e organizzate in bei laghetti e lungo viali piacevolissimi da percorrere.

 

Non mancano l'angolo delle spezie e una certa popolazione animale, tra cui tartarughe giganti ed esemplari di volpe volante maggiore delle Mascarene (pipistrello endemico di Mauritius). Mettete in conto un paio d'ore per visitare i punti cruciali del giardino. Ma il consiglio è di trattenersi in quest'oasi rigenerante per almeno il doppio del tempo.

 

(23 dicembre 2019)

 

 

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