LE PERLE NERE DI TAHITI 7 novembre 2022


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LE PERLE NERE DI TAHITI

LE PERLE NERE DI TAHITI

Essere una perla rara, la perla dei miei occhi, una perla di marito, Bora Bora è la perla del Pacifico. Anche nei modi di dire le perle sono sinonimo di candore, bellezza, rarità. La Polinesia Francese è nell’immaginario di tutti con le sue isole meravigliose ed è famosa per le spiagge bianche e rosa, il mare blu, le collane di fiori e… le perle nere di Tahiti.

Essere una perla rara, la perla dei miei occhi, una perla di marito, Bora Bora è la perla del Pacifico. Anche nei modi di dire le perle sono sinonimo di candore, bellezza, rarità. La Polinesia Francese è nell’immaginario di tutti con le sue isole meravigliose ed è famosa per le spiagge bianche e rosa, il mare blu, le collane di fiori e… le perle nere di Tahiti.

 

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Secondo la mitologia polinesiana Oro, il dio della guerra, in cerca di moglie scese sulla terra camminando sull’arcobaleno e ad ogni suo passo caddero gocce di colore che si trasformarono in perle nere dalle mille sfumature di colore.

 

Infatti, nonostante siano nere o grigie, vantano un’ampia gamma di riflessi che vanno dal bianco cremoso al verde, dall’argento al rosa. Altre sfumature possono essere viola, blu, marrone, rame e bronzo.

 

E nonostante portino il nome di perle nere di Tahiti, sono in realtà coltivate nelle lagune incontaminate delle isole Tuamotu e Gambier dove hanno sede le “fattorie delle perle” ma vengono maggiormente commercializzate a Tahiti e nelle altre isole della Società che sono le più frequentate dai turisti.

 

Per ottenere una perla nera, si innesta un piccolo corpo estraneo, normalmente una perla naturale di fiume, all’interno della sacca perlifera dell’ostrica che inizia così a secernere la madreperla e ci vogliono dai 18 ai 24 mesi per concludere il processo di formazione, con i dovuti controlli per evitare imperfezioni.

 

L’ostrica ospite è la Pinctada margaritifera cumingii, un particolare tipo di ostrica dalle labbra nere, nativa della Polinesia Francese, che in natura può vivere fino a 30 anni, misurare 20 centimetri di diametro e pesare fino a 1 kilo.

 

Le grandi dimensioni consentono a questa ostrica di produrre perle di diametri elevati: dagli 8 ai 16 millimetri. A tal proposito, al museo di Papeete  è conservata la più grande perla finora raccolta che misura 24 millimetri.

 

Per mantenere tutta la loro bellezza e durare nel tempo, le perle devono essere indossate regolarmente perché, contenendo il 4% di acqua, rischiano di seccare e diventare opache.  L’umidità della pelle favorirà il loro splendore.

 

A differenza delle perle tradizionali che sono considerate il gioiello delle spose per eccellenza, bianco candido come il vestito del giorno del sì, le perle nere di Tahiti sono molto versatili e possono essere indossate in maniera più disinvolta.

 

Per concludere, la perla è associata alla nascita di Venere come rappresentata da Botticelli (1486) nel suo dipinto conservato agli Uffizi a Firenze dove la dea dell’amore emerge da una grande conchiglia.

 

Ci fermiamo qui, che le parole siano come le perle: rare e preziose.